I Fiori di Bach (introduzione)

I fiori di Bach sono 39 rimedi floreali utili per sbloccare la forza reattiva di un individuo.

Sono stati scoperti negli anni 30 dal medico inglese Edward Bach, da cui prendono appunto il nome. Secondo Bach, la malattia è una disarmonia tra corpo e spirito, è la manifestazione nel corpo di uno squilibrio a livello emozionale, dunque per star bene, bisogna risalire alla causa del problema, cercando di riequilibrare il conflitto interiore.

I fiori di Bach non curano la malattia, ma sono volti a sbloccare le forze interiori di un individuo per innescare un cambiamento positivo, lavorano cioè sul riequilibrio degli atteggiamenti negativi che favoriscono l’insorgenza dei disturbi. Il suo postulato era: “Cura l’uomo, non la malattia”.

Soltanto attraverso la comprensione di un modello multidimensionale di funzionalità umana è possibile capire realmente terapie energetiche quali la floriterapia. La medicina moderna è ormai prigioniera di un modello meccanicistico del corpo, un modello che non spiega come le sottili energie vitali possano influire sul movimento cellulare. È soltanto prendendo in considerazione gli esseri umani da una prospettiva multidimensionale che l’utilizzo delle essenze floreali, come sistema terapeutico, assume un senso.

Le essenze floreali non agiscono come i farmaci, nei quali le strutture molecolari si legano a particolari recettori presenti nelle cellule del corpo, bensì influenzando le sottili strutture energetiche che donano energia vitale al corpo e alla mente. Le essenze floreali modificano l’afflusso di energia attraverso i meridiani, i chakra e i corpi sottili, influendo così sulle strutture energetiche che, a loro volta, influiscono sulla coscienza.

La ragione principale del fallimento della moderna scienza medica sta nel fatto che si impernia sui sintomi e non sulle cause.
Nel corso dei secoli il materialismo ha mascherato la reale natura della malattia e ciò ha facilitato l’estendersi dei danni provocati da essa, perché non la si è mai attaccata alla sua origine.

… La malattia non sarà mai curata né sradicata dagli attuali metodi materialisti, per il semplice fatto che la malattia nella sua origine non è materiale. Ciò che noi conosciamo della malattia è la conseguenza ultima prodotta nel corpo, il prodotto finale di forze che agiscono in profondità per lungo tempo, e anche se il solo trattamento materiale ha apparentemente successo, ciò non costituisce altro che un temporaneo sollievo, se non si è eliminata la causa reale della malattia.

… La malattia è nella sua essenza il risultato di un conflitto tra l’Anima e la Mente e non sarà mai sradicata, se non con uno sforzo mentale e spirituale.

… Qualunque sforzo diretto soltanto sul corpo non può che riparare superficialmente il danno causato dalla malattia, ma questa non è la guarigione, perché la causa è sempre operante e può manifestarsi in ogni momento sotto un’altra forma.
Infatti in molti casi un’apparente guarigione è nociva, perché nasconde all’ammalato la causa reale della sua malattia, causa che passando inosservata per la soddisfazione di una salute apparentemente ritrovata, può guadagnare forza. Al contrario, il malato che sa, o che è istruito da un medico saggio circa la natura delle forze avverse in azione, sia spirituali che mentali, che scatenano nel corpo fisico ciò che chiamiamo malattia, questo malato può tentare di neutralizzare direttamente queste forze: nello stesso momento in cui avrà ottenuto un primo successo, la sua salute ne trarrà giovamento.

… In breve, la malattia apparentemente così crudele, è in se stessa benefica e per noi proficua, perché se la interpretiamo correttamente ci mostrerà i nostri difetti essenziali. Curata in modo adatto permetterà l’eliminazione di questi difetti, lasciandoci migliori e più maturi di prima. La sofferenza è un correttivo che mette in luce la lezione che non siamo riusciti a comprendere in altro modo e non può essere sradicata finché la lezione non sarà stata compresa.

…Viene poi un quarto principio ed è che fino a quando la nostra Anima e la nostra personalità sono in armonia, tutto è gioia e pace, felicità e salute. Il conflitto sorge quando la nostra personalità si distacca dalla via tracciata dall’Anima, sia per l’influsso delle nostre passioni, sia perché suggestionata dagli altri. Questo conflitto è la causa profonda della malattia e dell’insoddisfazione.
Poco importa il nostro lavoro in questo mondo – lustrascarpe o re, proprietario di terre o bracciante, ricco o povero – finché svolgiamo questo compito particolare secondo le direttive dell’Anima tutto procede bene, e noi possiamo essere sicuri che qualunque posizione occupiamo nella vita, di comando o subalterna, contiene le lezioni e le esperienze necessarie a questo momento della nostra evoluzione, e ci dà la migliore possibilità per il nostro sviluppo.”

(Edward Bach – Guarisci te stesso)

“I fiori di Bach funzionano a livello sottile, il rimedio floreale ha una certa frequenza o vibrazione energetica che va ad agire sul campo elettromagnetico di chi lo assume con lo scopo di riequilibrare le emozioni”.

n sostanza il dottor Bach cercava di capire le cause emozionali che generavano determinati sintomi e il suo scopo era quello di far ritrovare l’armonia perduta all’interno dell’individuo. Equilibrio tra mente, anima e corpo è quello che, secondo Bach (ma non solo) ci fa stare bene. Qualsiasi cosa invece vada a sconvolgere l’armonia precaria dentro di noi, a lungo termine, può generare problemi a livello fisico.

Curarsi attraverso i fiori di Bach dunque ci spinge anche a conoscere meglio chi siamo nel profondo, attraverso quella fase delicata che è la scelta del rimedio che fa per noi.

Sono particolarmente indicati i fiori di Bach per i bambini, perché non danno effetti collaterali, non creano dipendenza, non si può andare in iperdosaggio. Anzi può ben dirsi che i bambini sono i migliori fruitori dei fiori di Bach perché non hanno preconcetti e reagiscono in maniera veloce e duratura.

Non vi sono particolari controindicazioni, eccezion fatta per quella che viene chiamata crisi di consapevolezza, consistente in un acutizzarsi dei sintomi poco prima della guarigione.