Differenza tra Reiki e pranoterapia

Spesso il Reiki viene associato se non addirittura confuso con la pranoterapia. È vero che in entrambi i casi c’è un passaggio di energia attraverso le mani, ma la differenza fondamentale è che nel Reiki l’operatore è solo un canale attraverso cui passa energia positiva, mentre nella pranoterapia l’energia che viene passata è quella del terapeuta. In sostanza, l’energia Reiki non viene modificata o gestita dall’operatore, il quale funge solo da tramite. Non c’è dunque, come nella pranoterapia, un limite di energia che si può passare, perchè chi si predispone ad essere un canale di Reiki , in un qualche modo si ricarica mentre trasmette energia al paziente. Dando si riceve anche, ecco perchè spesso l’operatore a fine trattamento è pieno di gioia: è l’energia positiva messa in circolo che “contagia” entrambi, paziente e operatore. A volte potrà capitare che l’operatore Reiki accusi disturbi durante il trattamento o un senso di nausea o leggero malessere alla fine, ma anche nel caso, questi malesseri spariscono poco dopo e comunque spesso dipendono da una cattiva protezione energetica dell’operatore ( che magari si è dimenticato di proteggersi appunto, come di solito si fa prima di instaurare un contatto con il paziente) o in alcuni casi, dall’estrema sensibilità dell’operatore che entra in empatia con il paziente. Fastidi che per altro sono molto utili per capire quale sia il punto più problematico da trattare e, in ogni caso, la gioia e il senso di appagamento che si avvertono a fine trattamento è comunque maggiore e fa diventare trascurabili e insignificanti questi episodi, qualora dovessero manifestarsi. La cosa più importante è, comunque, che il paziente, mai e poi mai, potrebbe invece risentire di eventuali squilibri energetici di chi lo sta trattando.

Al contrario, proprio perchè il pranoterapeuta trasmette la propria energia, accumulata e trattenuta, è inevitabile che questa energia risenta della vibrazione personale di chi la trasmette e che ci sia una vibrazione diversa a seconda delle volte,  e anche a seconda del terapeuta. In base allo sviluppo evolutivo del pranoterapeuta, della sua “positività” o meno in quel momento, si potrebbero instaurare anche energie incompatibili tra i due. Detto ciò, non è mia intenzione screditare la pranoterapia, il cui studio tra l’altro, comporta un impegno sicuramente maggiore rispetto al Reiki, ma semplicemente sottolineare l’estrema semplicità del “funzionamento” Reiki.